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Violazione del diritto d’autore: quando si configura la responsabilità dell’App-Store.

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Con sentenza n. 581 del 26.2.2018 il Tribunale di Firenze ha affrontato un’interessante questione circa la responsabilità dell’App-Store – ed in generale di tutti i “negozi” di App – nel caso in cui al loro interno vengano messe in vendita applicazioni in violazione dei diritti d’autore/diritti d’immagine.

La controversia aveva ad oggetto la richiesta risarcitoria del campione olimpico di tiro al piattello Andrea Benelli,  che lamentava l’utilizzazione illecita da parte delle convenute, iTunes e la società sviluppatrice di software Horizon, della propria immagine per fini commerciali attraverso l’App “Skeet Shoot World Championship” compatibile con i dispositivi Apple.

Nel solco della precedente giurisprudenza riguardante i c.d. “Internet Service Provider”, il Collegio ha ravvisato la responsabilità diretta della software company Horizon per aver sviluppato ed inserito nell’App-Store un gioco che utilizzava indebitamente l’immagine del signor Benelli senza averne chiesto previamente il consenso.

Il Tribunale ha, inoltre, escluso la responsabilità diretta e solidale in capo all’altra convenuta iTunes, in quanto quest’ultima offrirebbe un mero servizio di caricamento delle App all’interno della piattaforma; un servizio del tutto neutrale ed indipendente dall’attività degli sviluppatori che – in totale autonomia – avevano messo a punto l’applicazione per poi offrirla in vendita attraverso il software messo a disposizione da iTunes. 

Il Tribunale fiorentino sembra aver recepito integralmente l’ormai consolidato orientamento giurisprudenziale in materia di ISP secondo cui non si ravvisa alcuna responsabilità in capo ai c.d. hosting provider con carattere meramente tecnico, automatico e passivo, laddove essi abbiano svolto un’attività neutrale rispetto ai diversi contenuti nella propria piattaforma digitale, a meno che il titolare del diritto d’autore abbia segnalato al providerl’illecito e lo stesso non si sia attivato per rimuovere il contenuto pretensivamente lesivo (Corte Appello Roma, n. 2833/2017; Trib. Roma, sez. IX, 15.7.2016; Corte Appello Milano, n. 29/2015).

Diverso sarebbe il caso in cui l’App-Store intenzionalmente induca un terzo a violare i diritti d’immagine altrui oppure quando la piattaforma continui a fornire il servizio a un soggetto pur sapendo o avendo motivo per sapere che il terzo sta compiendo un’attività illecita (la c.d. willful blindness, ossia la deliberata omissione di investigare su una condotta pur sospettandone l’illiceità).

Pertanto nel caso di specie non è stata ravvisata alcuna responsabilità in capo ad iTunes dal momento che essa da un lato, come desumibile dalle condizioni generali di contratto, offre un’attività di mero caricamento e pubblicazione senza alcun controllo sul contenuto e dall’altro lato, a seguito della segnalazione da parte del soggetto leso, ha tempestivamente provveduto alla rimozione dell’applicazione dal proprio Store

 

Avv. Marco Botteghi