Aggiornamenti legislativi e giurisprudenziali - ottobre 2018

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R&P Legal


Regolamento UE sul geoblocking: dal 3 dicembre 2018 stop al geoblocking e alle altre forme di discriminazione nel commercio elettronico

Qual è l’obbiettivo del Regolamento sul geo-blocking?
L'obbiettivo del Regolamento (UE) n. 2018/302 sul geo-blocking (di seguito, “Regolamento”), entrato in vigore lo scorso 22 marzo e con applicazione prevista a decorrere dal prossimo 3 dicembre, è contribuire al buon funzionamento del mercato dell’Unione Europea vietando i blocchi geografici ingiustificati (cd. “geo-blocking”) e altre forme di discriminazione basate, direttamente o indirettamente, sulla nazionalità, il luogo di residenza o il luogo di stabilimento dei clienti.

Niente Art Bonus per le associazioni non sovvenzionate dal FUS

L’Agenzia delle Entrate - attraverso la risposta all’interpello n. 18 del 28 settembre 2018 - ha definito il perimetro entro il quale è possibile fruire dell’Art Bonus nel settore dello spettacolo e della cultura musicale. Come noto, tale disciplina prevede un credito d’imposta pari al 65 % delle erogazioni liberali effettuate in denaro da persone fisiche, enti non commerciali e soggetti titolari di reddito d’impresa, in favore di determinati soggetti, per specifici interventi volti alla promozione e sostegno della cultura. 

Responsabilità ex D. Lgs. 231/2001: la richiesta di rinvio a giudizio interrompe la prescrizione se emessa entro cinque anni dalla consumazione del reato presupposto

La Corte di Cassazione con sentenza n. 41012/2018, aderendo all’orientamento minoritario, ha affermato che per interrompere la prescrizione dell’illecito amministrativo ex D. Lgs. 231/2001 non è necessario che la richiesta di rinvio a giudizio sia notificata all’ente nei termini previsti dall’art. 22, ma è sufficiente che la richiesta medesima sia emessa nel termine di cinque anni dalla commissione del reato da cui dipende l’illecito amministrativo.



LegalFor


Le Faq del Garante Privacy sulla definizione agevolata dei procedimenti pendenti.

Il Garante, con comunicato stampa del 1° ottobre 2018, ha voluto fare chiarezza ai soggetti pubblici e privati su come poter usufruire della “definizione agevolata” delle violazioni in materia di protezione dei dati personali. La possibilità di una definizione agevolata dei procedimenti sanzionatori pendenti al 25 maggio 2018 (data di entrata in vigore delle norme Ue in materia di data procection), è stata prevista nel nostro ordinamento dal decreto attuativo di armonizzazione della normativa nazionale alle disposizioni del Regolamento (UE) 2016/679 sulla protezione dei dati personali.

Parere su uno schema di disegno di legge recante “Interventi per la concretezza delle azioni delle pubbliche amministrazioni e la prevenzione dell’assenteismo”

Il Garante è intervenuto su richiesta della Presidenza del Consiglio di Ministri, la quale ha sollecitato il parere del medesimo su uno schema di legge recante “interventi per la concretezza delle azioni delle pubbliche amministrazioni e la prevenzione dell’assenteismo”.
Le novità previste dal DDL concretezza, approvato dal Governo in data 13 settembre 2018, riguardano essenzialmente i controlli biometrici e a mezzo di telecamere per arginare il fenomeno dell’assenteismo.



Studio Previti


Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto n. 101/2018, attuativo del Regolamento n. 679/2016 (GDPR)

Il 4 settembre scorso è stato finalmente pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto legislativo n. 101 del 10 agosto 2018, recante le disposizioni per l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché’ alla libera circolazione di tali dati, meglio noto come “GDPR”. Il Regolamento era già obbligatorio dal 25 maggio scorso, ma la normativa nazionale, e precisamente il Codice della privacy, necessitava di opportuno adeguamento.

Caso Google e Mastercard: verifica e valutazione della privacy

Google ha raggiunto un accordo con Mastercard, colosso delle carte di credito, che consente al gigante californiano di tracciare le transazioni fatte nei negozi di oltre due miliardi di consumatori.
Le persone interessate sono clienti Mastercard negli Stati Uniti, che hanno un account Gmail e che non hanno rifiutato il tracciamento pubblicitario dell’azienda nelle impostazioni. Tuttavia, la stragrande maggioranza dei due miliardi di titolari di Mastercard non è stata avvertita di questa trasmissione di informazioni, iniziata circa un anno fa.

Il Garante dichiara legittimi i software di riconoscimento facciale

Il Garante ha espresso valutazione positiva sull’Istanza di verifica preliminare che Aeroporti di Roma s.p.a. presentò con riguardo alla installazione di un sistema di rilevazione delle immagini dotato di un software che rende possibile il riconoscimento di un individuo mediante un confronto con le immagini rilevate in punti differenti e successivi.
Un sistema utilizzato con la principale funzione di monitoraggio delle code, avente funzione di migliorare i servizi al pubblico (come richiesto dall’Airport Council International) e di controllare la densità istantanea dei passeggeri in coda.

Verità presunta o fake news? Conta la verifica delle fonti

Che il termine fake news sia già entrato anche all’interno delle aule giudiziarie e di alcune sentenze che hanno deciso cause civili per diffamazione non sorprende. D’altronde, al centro del problema fake news vi è un tema classico che i Tribunali si trovano ad affrontare nell’esame delle possibili cause di esclusione della responsabilità da diffamazione, ossia quello della verità dei fatti riferiti e delle varie sfumature che la stessa può assumere. Così, se sono tollerati errori marginali, non possono di certo essere accettate inesattezze determinanti sulla realtà fattuale, in grado di ledere la reputazione dei soggetti interessati. Via libera allora alla verità putativa, se il giornalista ha fatto tutto il possibile per verificare le fonti e ciononostante sia caduto in errore, mentre viene punita la verità soggettiva, dietro la quale si cela sempre l’insidia delle fake news, ovvero quelle «notizie false, altrimenti dette bufale».

Facebook: può esserci diffamazione anche con un messaggio postato in bacheca

La Corte di Cassazione, con sentenza n. 40083 depositata lo scorso 6 settembre, ha ribadito che costituisce condotta diffamatoria – nello specifico, nei confronti dell’ex compagna e madre della figlia – la pubblicazione da parte del ricorrente di contenuti offensivi tramite la bacheca di Facebook, in quanto anche in tal caso sussiste il requisito della comunicazione con più persone, per l’accessibilità dei suddetti contenuti a tutti quelli che possono vedere il profilo.

Recensioni false su Tripadvisor: è sostituzione di persona

Scrivere recensioni false ha sempre rappresentato una violazione di legge –comunitaria (Direttiva 2005/29/CE relativa alle pratiche commerciali sleali tra imprese) e nazionale- ma questa è la prima volta che si configura il reato di sostituzione di persona.
Nel caso di specie, il proprietario di un’azienda salentina che vendeva pacchetti di recensioni online false su TripAdvisor è stato condannato dal Tribunale di Lecce a 9 mesi di reclusione e al pagamento di circa 8.000 euro (il lucro illecitamente accumulato).



FTCC


Atto di Ginevra, arriva il Benelux. Accordo di Madrid: il Canada è davvero così vicino?

Sale a 58 il numero delle parti contraenti dell’Atto di Ginevra (1999) dell’Accordo dell’Aia, concernente la registrazione internazionale dei disegni e modelli industriali. Infatti, il 18 settembre 2018, il Governo dei Paesi Bassi ha depositato lo strumento di ratifica, seguendo gli altri due Paesi del Benelux, Belgio e Lussemburgo, che avevano già ratificato l’accordo nel 2013.
I tre paesi hanno dichiarato di voler costituire un unico Ufficio per la proprietà intellettuale e, per l’applicazione dell’Accordo, saranno di conseguenza considerati un’unica parte contraente.

ultime novità in materia di adeguamento al GDPR.

L’otto ottobre u.s. il Garante privacy ha pubblicato sul suo sito internet le FAQ sui registri delle attività di trattamento ai sensi dell’art. 30 GDPR.
Nelle FAQ in questione il Garante ha rammentato che i registri vanno tenuti nel caso in cui il titolare o il responsabile abbiano almeno 250 dipendenti e, al di sotto di questa soglia minima, quando effettuino: a) trattamenti che possano presentare un rischio per i diritti e le libertà degli interessati; b) trattamenti non occasionali; oppure c) trattamenti di dati particolari e/o giudiziari.

Pubblicate le Linee Guida sulla compliance antitrust.

Il 4 ottobre sono state pubblicate le Linee Guida sulla compliance antitrust, adottate dall’AGCM il 25 settembre a conclusione della fase di consultazione pubblica, e volte a fornire alle imprese orientamenti circa: il contenuto del programma di compliance; la richiesta di valutazione del programma da parte dell’Autorità ai fini del riconoscimento dell’eventuale attenuante prevista dalle Linee Guida sui criteri di quantificazione delle sanzioni amministrative irrogate dall’Autorità ai sensi dell’art. 15 legge n. 287/1990; i criteri che l’Autorità intende adottare nella valutazione, ai fini del riconoscimento dell’eventuale attenuante.





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