Aggiornamenti legislativi e giurisprudenziali - dicembre 2018

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L’Unione Europea vieta il geo-blocking. Un ulteriore passo verso il Mercato Unico Digitale

Nell’agenda programmatica delle Istituzioni Europee vi è sempre più l’ambizioso obiettivo di creare uno spazio comunitario libero da ostacoli interni e di promuovere l’accesso e la libera circolazione di beni e servizi.
Un motivo di ostacolo a siffatta finalità era rappresentato, almeno fino all’entrata in vigore del Regolamento UE 2018/302, dal cd. geo-blocking (blocco geografico):
 

DPIA – il Garante si pronuncia sulle tipologie di trattamenti soggette a valutazione d’impatto

Il Garante privacy qualche settimana fa – facendo seguito ad un analogo Provvedimento del Garante francese – ha pubblicato sul proprio sito istituzionale il Provvedimento 11 ottobre 2018, n. 467, avente ad oggetto l’elenco di alcune tipologie di trattamento dei dati personali soggette a valutazione d’impatto (cd. DPIA).

Proposta di istituzione di una Commissione Parlamentare di Inchiesta sulle fake news e sulla disinformazione online. Un intervento del Legislatore è davvero necessario?

Il fenomeno delle fake news sta diventando sempre più oggetto non solo di un acceso dibattito sociale e politico ma anche di quello legislativo, e le principali notizie di cronaca lo confermano. Dibattiti quali quelli su vaccini nelle scuole e sui suoi possibili effetti collaterali, sulla dilagante disinformazione online, sull’“inquinamento mediatico” delle elezioni presidenziali statunitensi da parte di bot russi e di numerosissimi tweet del candidato e attuale presidente Donald J. Trump, che sembrerebbero essere stati in grado di determinare o quantomeno influenzare l’esito del voto, sul sorprendente risultato del referendum in Gran Bretagna, che ha deciso di lasciare l’Unione Europea, sono ormai al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica e diventano molto spesso strumenti di manipolazione da parte di partiti politici che approfittano dei social network per acquisire consensi



Studio Previti


Offendere la reputazione commerciale di un imprenditore è concorrenza sleale e integra diffamazione

Pronunciandosi su un ricorso proposto avverso la sentenza con cui il giudice di pace, giudicando in sede di rinvio disposto dalla Corte di Cassazione, aveva assolto un imputato dall’accusa di avere denigrato, in occasione dei colloqui avuti con alcuni soggetti, la reputazione commerciale di una società, la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 50423 del 7 novembre 2018

Libertà di manifestazione del pensiero e diffamazione: quale bilanciamento?

Pubblicare un articolo in cui si rivolgono critiche al sistema giudiziario, prendendo di mira un giudice per aver partecipato a una festa, nonostante l’esistenza di un possibile conflitto di interessi, gode della copertura costituzionale e comunitaria della libertà di manifestazione del pensiero nella forma del diritto di critica o integra una diffamazione?

Diritto all’oblio: resta l’incertezza

Essere dimenticati dai motori di ricerca è una sfida che deve ancora fare i conti, almeno fino a quando non si pronunceranno le Sezioni Unite della Cassazione, con le decisioni – non univoche – dei tribunali nazionali. Il principio di certezza del diritto, però, impone da subito l’individuazione di criteri precisi da applicare a ciascun caso concreto.

Comminate le prime sanzioni per violazioni al gdpr

A circa sei mesi di distanza dall’entrata in vigore del Regolamento UE 679/2016 (“GDPR”), recante la nuova disciplina in materia di trattamento dei dati personali nel contesto comunitario, si segnalano le prime sanzioni derivanti da violazioni del nuovo tessuto normativo.
Anzitutto si segnala un provvedimento sanzionatorio adottato dal Garante Privacy Austriaco in relazione ad un inappropriato utilizzo dei sistemi di videosorveglianza aziendali

Le linee guida sull’applicazione dell’ambito territoriale del gdpr

Il testo chiarisce alcuni aspetti dell’articolo 3 del GDPR che, come noto, obbliga molti dei top player del mondo digitale al rispetto della normativa privacy europea. In concreto, infatti, come si fa a stabilire quando una società asiatica sia tenuta al rispetto del GDPR? Che dire di chi commercializza i propri prodotti tramite un portale e-commerce: l’apertura di un ufficio in Italia può essere considerata come uno stabilimento?

Facebook: l’antitrust rigetta l’eccezione di competenza in tema di privacy

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), con provvedimento del 29 novembre 2018, ha chiuso l’istruttoria per presunte violazioni degli articoli 21, 22, 24 e 25 del Codice del Consumo, avviata lo scorso aprile, nei confronti di Facebook Ireland Ltd. e della sua controllante Facebook Inc., irrogando alle stesse due sanzioni per complessivi 10 milioni di euro. Secondo l’Antitrust, Facebook avrebbe posto in essere pratiche commerciali scorrette:





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