Etica ed estetica aumentate: una terapia per la ripartenza

Bellezza e human value i fattori che guideranno la ripartenza e la comunicazione del futuro

13 marzo 2020: all’inizio del primo lockdown esce un post “contagioso” che descrive il virus come contrappasso dantesco; gli effetti collaterali del Covid-19, infatti, sono le nostre mancanze e i nostri errori portati all’estremo, quasi a volerci indicare la giusta via.

L’ha scritto Francesco Morace, sociologo e presidente del Future Concept Lab che ha inaugurato il Master UPA in “Strategie di comunicazione integrata al tempo del digitale” con una lezione sulla comunicazione e i paradigmi del futuro.

Lo ascoltiamo attraverso uno schermo, come ormai ci siamo abituati a fare.

Ci colpisce la parete alle sue spalle: un patchwork di cartoline, fotografie, foglietti scritti a mano, una lettera con un invito - “Leggimi”. Quella parete vuole condurci a un Futuro + Umano, come recita il titolo di uno dei libri di Morace: e infatti si parte da qui, dalle persone, dalle relazioni, dagli elementi propri dell’uomo che l’intelligenza artificiale non può avere.

Si parte da qui per affrontare le differenze tra mondo fisico e mondo digitale, in un momento in cui l’accelerazione digitale “forzata” ha reso evidente una nostra mancanza.

Francesco Morace ci racconta 9 concetti esclusivamente umani attraverso 9 campagne pubblicitarie; perché la comunicazione non può fare a meno di ascoltare il cambiamento.

Dovrà farsi trovare pronta quando potremo recuperare ciò che abbiamo perso.

“È arrivato il momento di riaffermare la nostra capacità di incidere sul futuro” scrive nel suo libro La rinascita dell’Italia “e di assumerci la responsabilità che questo implica, proponendo un percorso di crescita verso un mondo più equilibrato […]. All’insegna di un’etica e un’estetica aumentate che guardino ai diritti di cittadinanza, proteggano il mondo fisico a partire dalla salute e dall’ambiente, valorizzino le persone in carne e ossa e la loro dignità, utilizzino la potenza dei big data senza consegnarsi in modo acritico alla potenza dell’algoritmo.”

Estetica ed etica aumentate sono quindi la terapia per ripartire.

Il bello – non il lusso – sarà un bene comune di cui godremo attraverso il cibo, l’abbigliamento, la cultura, il gusto, l’autenticità; dimensioni in cui l’Italia eccelle a livello globale: l’Italian factor, producendo bellezza in modo creativo, sarà il fattore che aiuterà il nostro Paese a ripartire.

L’estetica aumentata porrà quindi al centro la qualità propria del design italiano, e la bellezza, in quanto bene comune, aiuterà le persone a vivere meglio, trasformandosi così in etica aumentata.

L’etica aumentata è la responsabilità di vivere il bene comune con più cura; ed è qui che emerge il ruolo di guida della Gen Z.

Al centro di diversi settori - dal design al consumo, dal marketing al retail -, l’etica aumentata ha come corollari la sostenibilità, la diversità, il lavoro e l’equilibrio sociale.

Alcune aziende hanno già capito che devono tenerne conto e che ciò significa fare un passaggio dal posizionamento alla presa di posizione: i consumatori non sono più passivi, ma consumano all’interno di un sistema di valori che vogliono vedere rispettati dai brand. È qui che si giocherà la partita della comunicazione del futuro.

 

by Alice Bottoni